Book

1969
Milano è un fermento
di creatività.
Lì in quell’anno
Titti Fabiani disegna
il Book.

È

La sua storia?

curiosa e particolare

Non capita a tutti di disegnare
un prodotto e vederlo scegliere
subito da un Mostro Sacro del Design.

È capitato a Titti Fabiani
con il Book.
Erano gli anni ’70. Salone del mobile.

Achille Castiglioni si ferma davanti al Book.

Lo guarda, lo apre, si allontana, lo riguarda,
passa le dita sugli incavi per l’apertura,
si complimenta e dice...
che lo vuole per casa sua!

È il ’78 quando il Book sbarca a New York,
nel grande negozio di “Abitare”,
aperto sulla 57esima dalla Techinteriors.
Grande affluenza di designer e di pubblico.

Entusiasmo ed emozione nel sentire i Newyorchesi
che balbettano in italiano,
nel vedere il New York Times che,
nella sezione Design,
mette in prima pagina una grande foto del Book...

Woody Allen sta preparando il suo “Manhattan”.

Ed ecco che,
per la casa della protagonista,
vuole l’arredo più intellettuale e
manhattaniano che si possa avere:
una grande parete di Book bianchi.

Piera Peroni,
la geniale mente che ha fondato Abitare,
quasi quarant’anni fa
presenta per prima il Book
in un lungo servizio sulla sua rivista,
e lo titola così

“Book,

una libreria per oggi,

per domani,

per sempre.”

E dal 2013 il Book è nella collezione permanente del museo

Jan van der Togt di Amsterdam